domenica 22 settembre 2013

Scabrosità inique





Tra le sinuose cosce arde l’impeto precoce
il flabello di quiete per l’augello aulico,
dipana il vezzo alla furtiva voglia
e non dà tratteggio …
Ed io emergo dagli inferi sconnessi
reclamo l’intrinseca essenza ,
invoco il solo Dio
a concedermi il consenso religioso,
mi mette a nudo il verbo della pace.
Trema la carne!
Trema nella stagione morta,
nell’età che ci fu il primo bacio fu feroce …
Nell’età misterica ove tutto è logico;
ove il puro spirito
fobica l’iniziazione pudica,
annaspa la periferica condanna del vile infame …
Sono voglie di scabrosità mistica
apre il sopravvento alla ludica mente ,
a chi non ha ritegno per l’amore .
Ed è il debole che paga !
Egli non ha più la forza di reagire ,
contro la sua travagliata sorte;
mercifica miseria nella scabrosità iniqua.

Poetanarratore.

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